Srpski
+381 64 251 88 20
+381 64 251 88 20

Our licences

La denuncia dell'editore Rocco Urciuoli: "Autismo, il mio viaggio della speranza"

AIELLO DEL SABATO - Cellule staminali fetali per curare l’autismo. Bryan, un bimbo italiano, di Aiello del Sabato, è stato uno dei sei che dal nostro Paese è partito per l’Ucraina dove si pratica questo tipo di cura. Tramite del percorso della speranza è un medico barese, Nicola Antonucci Il costo del viaggio, compresa l’infusione è di 12 mila euro, Bryan ne ha fatti due e il padre, l’editore radiofonico e giornalista Rocco Urciuoli, è pronto ad un terzo viaggio. «Fino ad oggi ho speso almeno 300 mila euro per dare una mano a mio figlio perseguendo ogni tipo di cura possibile», dice.

Cure non convenzionali per Bryan, dato che la medicina ufficiale «si ostina a ritenere che l’autismo sia un’affezione solo neurologica», dice Urciuoli.
«Ho avuto contati anche con un assistente di Davide Vannoni, quello del metodo Stamina, ma ho deciso di abbandonare quella strada». Urciuoli ha fatto anche un passaggio anche a Mignano Montelungo, nel Casertano dove il medico e terziario francescano Giovanni De Luca usa un gel a base piastrine (nei giorni scorsi ci sono stati dei sequestri dei Nas in quella struttura).

Le cellule staminali fetali si trovano negli stadi tardivi dell'embrione e nel feto, l’utilizzo in Italia è regolato dalla legge 40 che limita la ricerca e l’uso, nonostante qualche spiraglio che amplia alcuni trattamenti dopo la pronuncia della Consulta.

«Ma io e mia moglie Ivana, Bryan ce l’abbiamo davanti ogni giorno - dice Urciuoli - e ogni giorno cerchiamo una soluzione. Ora va a scuola e risponde bene, ma fino a quando non si comprenderà che la cura è tutta quanta da indirizzare a problematiche dell’intestino e non del cervello, non si avranno soluzioni. È una malattia multifattoriale per origine, ma i protocolli fin qui utilizzati sono scorretti. Le linee guida sono sbagliate. Bisogna rompere i dogmi e uscire dai protocolli. Qui in Italia soltanto metodologie validate scientificamente sono considerate, le altre sono tagliate fuori». Così per Bryan e la sua famiglia il viaggio in Ucraina è diventato un’altra meta in un viaggio senza carte geografiche precise. Poi l’arrivo in ospedale dove a Bryan hanno impiantato per due volte staminali. In un ospedale a cui è stato indirizzato da Nicola Antonucci, un medico che ritiene valido il trattamento che, ovviamente in Italia è proibito. Il medico barese (anche lui con un figlio autistico) a cui si è rivolto Urciuoli spiega a «la Stampa» di Torino che lui si limita ad accompagnare in questo viaggio della speranze le famiglie e non ad effettuare direttamente le applicazioni: «Ma le staminali sono cellule antinfiammatorie passepartout», spiega. Ma bisogna dunque concordare che l’autismo sia basato su un’infiammazione.

E le staminali funzionano? «Al secondo impianto -dice Urciuoli - mio figlio è più tranquillo, ha reagito bene. Le staminali sono straordinarie, facili da impiantare (come un’infusione, una flebo), e hanno un’azione meccanica che ripara i danni. Tuttavia se sviluppi le staminali vai contro gli interessi delle case farmaceutiche».

Ma Urciuoli racconta anche di altre pratiche che hanno portato giovamento al figlio, ad esempio l’iperbarismo. Il ragazzino che ha tredici anni si sottoposto a decine di trattamenti in camera iperbarica ottenendo dei notevoli miglioramenti. «Servono a far scendere i livelli di metalli pesanti», perchè Urciuoli è convinto che una vaccinazione nel marzo del 2003 sia all’origine dell’affezione del figlio. «Un richiamo con nove vaccini contemporaneamente, con il loro carico di metalli, e da quel momento mio figlio non è stato più lo stesso».

Va ricordato che lo studio che metteva in correlazione autismo e vaccini Mpr (la trivalente contro morbillo, parotite e rosolia) fu pubblicato e poi sconfessato dall’autorevole rivista medica The Lancet.

Una battaglia quella di Bryan che è diventata per Urciuoli una crociata. «Viaggio in Italia, mi informo e come me decine di genitori ne sanno forse più dei medici; sarò a Venezia nei prossimi giorni ad una convention». Lontano dalla medicina ufficiale si rischia. In questi viaggi della speranza Urciuoli ha incrociato medici da cui ha preso le distanze, come lo specialista che curava l’autismo con l’omeopatia, ma anche esperienza in Irpinia l’hanno deluso. «Avevano prescritto cure mediche da praticare a casa ma mi sono scontrato con strutture private che mi imponevano di frequentare un centro in Provincia di Napoli. Anche all’associazionismo credo poco: si individuano filoni di finanziamento e si dimentica la malattia. Sono deluso e nauseato dopo certe esperienze. Ora devo lavorare, stare vicino a mio figlio e prepararmi ad una nuova trasferta a Kiev».


Rezultat tretmana fetalnim matičnim ćelijama zavisi od: težine bolesti, starosne dobi pacijenta, doslednosti i privrženosti medikaciji i režimu. Rezultati tretmana, prezentovani na ovom sajtu, su individualni za svaki klinički slučaj.