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La nostra esperienza di trapianto delle cellule staminali embrionali (TCSE) nel trattamento delle malattie tumorali ha permesso di determinare il suo posto nella fase di preparazione all’intervento chirurgico, nonché dopo la chemioterapia e l’irradiazione.
Estratti medici
Tabelle
Indici del sangue periferico dai malati con disturbi oncoematologici dopo il trapianto delle cellule staminali embrionali (n=26) Contenuto dei leucociti nel sangue periferico dopo la chemioterapia dai malati ematologici dopo il trapianto delle cellule staminali embrionali (n=26) e nel gruppo di controllo (n=30) Ricupero della quantità totale dei leucociti e neutrofili dai malati ematologici con una grave neutropenia sviluppatasi dopo la chemioterapia effettuata (n=16) Indici del sangue periferico dai malati di cancro del collo uterino dopo la terapia cellulare (n=23) Indici immunologici dai malati di cancro del collo uterino dopo il trapianto delle cellule staminali embrionali Risultati del trapianto delle cellule staminali embrionali nel trattamento del carcinoma sperimentale di Lewis dai topi Cambiamenti psicofisiologici dai malati di cancro dopo il trapianto delle cellule staminali embrionali
Utilizzazione delle cellule embrionali nel trattamento del cancro
Il Centro «EmCell» presta un’assistenza specializzata ai malati con le mielodepressioni secondarie, la malattia citostatica, l’agranulocitosi e la pancitopenia primaria negli stabilimenti medici tali che: Centro di ematologia, Istituto di ricerca scientifica di oncologia e radiologia, Centro Nazionale di proctologia, Istituto di epidemiologia e malattie infettive, Ospedale militare centrale.
La relazione redatta in settembre 1998 contiene l’analisi del trattamento di 91 pazienti con vari tipi di malattie oncologiche in vari stadi: 42 pazienti con la leucosi, 6 con il carcinoma dello stomaco, 8 con il carcinoma dell’intestino crasso, 15 con il carcinoma del collo uterino, 4 con il cancro uterino, 12 con il carcinoma osteogenico e 4 con il blastoma di Willms. In 20 casi le cellule embrionale sono state iniettate in fase iniziale del trattamento, in caso di complicazioni dei tumori prima dell’effettuazione delle fasi principali del trattamento, in 79 casi - in caso di malattia citostatica in remissione, in 16 casi - per il ricupero dell’immunità ed il miglioramento della qualità della vita.
Sono state descritte le leggi relative alle reazioni e al quadro clinico dai pazienti che hanno ricevuto la terapia cellulare. Nel periodo dopo il trapianto si distaccano due fasi che si distinguono con il tempo di sviluppo e le manifestazioni cliniche.
La prima fase dura quasi un mese ed è caratterizzata dallo sviluppo dei primi sintomi clinici che appaiono nel corso di alcune ore dopo il trapianto delle cellule staminali embrionali. Ha luogo la sindrome di miglioramento precoce post-trapianto: miglioramento dello stato generale e dell’appetito, abbassamento della febbre, diminuzione dell’indebolimento e della sudorazione, ricupero delle abilità di autosufficienza e miglioramento della capacità lavorativa. Nel grado più grande questa sindrome si manifesta dai malati con i sintomi di una grave intossicazione e spesso si osserva dai malati con un decorso grave della malattia.
Viene osservata anche la sindrome di cambiamenti psicofunzionali: riduzione della depressione somatica, miglioramento dello stato emozionale, del pensiero, della memoria e del componente volitivo. È descritta anche la sindrome di miglioramento della qualità della vita che viene sempre osservata in caso di utilizzazione del metodo di terapia cellulare. Negli ultimi tempi il problemà di qualità della vita in caso di malattie incurabili è diventata l’oggetto di un’attenzione particolare del pubblico medico internazionale.
La fase iniziale dell’azione delle cellule presume la riduzione delle manifestazioni cliniche legate al progredimento della malattia; di solito nel corso delle prime settimane può osservarsi il miglioramento dell’emopoiesi e degli indici dell’immunità, la riduzione delle manifestazioni dei sintomi principali della malattia, la riduzione dell’attività infiammatoria, ecc.
La seconda fase dell’azione delle cellule inizia nell’intervallo da 1 a 2 mesi dopo il trapianto. È legata con la riduzione delle manifestazioni cliniche della malattia ed è caratterizzata dall’apparizione dell’emopoiesi stabile, dal miglioramento degli indici dell’immunità, dalla riduzione degli effetti infiammatori, dall’aumento dell’indice di Karnofski e dal miglioramento della qualità della vita.
Indicazioni per il trapianto delle cellule staminali embrionali in caso di malattie oncologiche:
In fase iniziale di trattamento, quando le complicanze tali che: anemia, indebolimento, cachessia, trombocitopenia, febbre e depressione, non permettono di avviare il trattamento radicale con l’eliminazione del tumore.
L’applicazione di questo metodo prima dell’intervento chirurgico permette di preparare meglio il malato (in uno stato critico e con la presenza delle complicazioni) all’intervento chirurgico; questo dà inoltre al malato la possibilità di sopportare tale intervento e la perdita di sangue più facilmente, il ché accelera la riconvalescenza nel periodo postoperatorio. Inoltre, grazie alla formazione dell’immunità antitumorale, il trapianto delle cellule staminali embrionali permette di ridurre la probabilità di diffusione delle cellule tumorali e della metastatizzazione. Dai malati medicati con il metodo di trapianto delle cellule staminali embrionali dopo l’intervento chirurgico di eliminazione del tumore è stata registrata una migliore tolleranza del corso iniziale di chemioterapia.
Mielodepressione citostatica dopo la chemioterapia o l’irradiazione, complicata dalla leucopenia, agranulocitosi, trombocitopenia, anemia, epatite, enteropatia, cachessia, depressione, esaurimento ecc.
Il trapianto delle cellule staminali embrionali effettuato dopo il corso di chemioterapia contribuisce al rapido (da 5 a 7 giorni) ricupero degli indici normali del sangue periferico, aiuta a evitare parecchie complicazioni tipiche, nonché assicura un ricupero rapido dello stato generale del malato. Dopo il trapianto delle cellule staminali embrionali è possibile l’applicazione dei corsi più intensivi di chemioterapia con meno di rischio per la vita del malato.
Dopo la fine del corso di chemioterapia od irradiazione il trapianto delle cellule staminali embrionali viene utilizzato per il ricupero del sistema immune, incluse le NK-cellule e gli indici dell’emopoiesi, per il miglioramento dello stato generale, la diminuzione dell’indebolimento, il rinvigorimento dello stato psicoemozionale ed il miglioramento della qualità della vita.
La terapia cellulare contribuisce alla formazione dell’immunità antitumorale, il ché può essere utilizzato per la prevenzione delle malattie tumorali, nonché per evitare la ricaduta del tumore e la metastatizzazione.
In autunno 1998 è stato terminato il lavoro scientifico comune del Centro dei tessuti embrionali «EmCell», dell’Istituto di oncologia e radiologia del Ministero della Sanità Pubblica e dell’Università nazionale di medicina ai fini di elaborazione e lo studio clinico dei nuovi metodi con l’utilizzazione del trapianto delle cellule staminali embrionali nel trattamento dei malati di cancro. I nuovi metodi proposti sono stati approvati dal Ministero della Sanità Pubblica il 20 aprile 1999 e raccomandati per l’utilizzazione clinica.
Pubblicazioni:
Indici del sangue periferico dai malati con disturbi oncologici ed ematologici dopo il trapianto delle cellule staminali embrionali (n=26)
| Periodo del monitoraggio |
Eritrociti 1012/l M±m |
Emoglobina g/l M±m |
Trobociti 109/l M±m |
Leucociti 109/l M±m |
| Prima del trattamento |
2.65±0.15 |
78.19±4.25 |
79.40±16.42 |
1.37±0.16 |
| Dopo TCSE (giorni) |
| 3 |
2.72±0.13 |
79.39±3.91 |
133.20±38.39 |
1.90±0.31 |
| 5 |
2.75±0.13 |
82.42±3.51 |
191.92±55.92 |
3.12±1.05 |
| 7 |
2.87±0.13 |
84.77±3.52 |
153.34±37.35 |
4.46±1.78 |
| 11 |
3.12±0.15 |
91.27±3.54* |
164.23±29.54* |
4.21±0.69*** |
| 13 |
3.40±0.16 |
96.19±3.50** |
212.65±37.95** |
4.68±0.89*** |
| 30 |
3.51±0.16 |
103.27±3.67*** |
163.73±20.00** |
5.20±1.01*** |
Contenuto dei leucociti nel sangue periferico dai malati ematologici che hanno ricevuto un corso di chemioterapia dopo il trapianto delle cellule staminali embrionali (n=26) e nel gruppo di controllo (n=30)
| Giorni dopo il trapianto |
Dopo TCSE (n=26) |
Gruppo di controllo (n=30) |
|
M |
m |
% |
M |
m |
% |
| 0 |
1,37 |
0,16 |
100 |
1,20 |
0,07 |
100 |
| 3 |
1,90 |
0,31 |
138 |
1,17 |
0,09 |
97,5 |
| 5 |
3,12 |
1,05 |
228 |
- |
- |
- |
| 7 |
4,46 |
1,78 |
325 |
1,18 |
0,11 |
97,7 |
| 11 |
4,21* |
0,69 |
307 |
1,51 |
0,15 |
126 |
| 13 |
4,68* |
0,89 |
341 |
2,10 |
0,20 |
175 |
| 30 |
5,20* |
1,01 |
379 |
4,10 |
0,48 |
341 |
Ricupero della quantità totale dei leucociti e neutrofili dai malati ematologici con una grave neutropenia sviluppatasi dopo la chemioterapia (n=16)
| Giorni dopo il trapianto |
Quantità totale dei leucociti |
Neutrofili |
|
M |
m |
% |
M |
m |
% |
| 0 |
0.98 |
0.17 |
100 |
0.18 |
0.07 |
100 |
| 3 |
1.24 |
0.14 |
126 |
0.40 |
0.12 |
222 |
| 5 |
3.02 |
1.56 |
308 |
1.76 |
1.24 |
977 |
| 7 |
4.79 |
2.89 |
488 |
2.18 |
1627 |
|
| 11 |
3.59* |
0.91 |
366 |
1.79* |
0.76 |
994 |
| 13 |
3.78* |
1.17 |
385 |
2.06* |
0.95 |
1144 |
| 30 |
4.83* |
1.50 |
492 |
1.95* |
0.54 |
1083 |
Contenuto dei leucociti nel sangue periferico dai malati ematologici che hanno ricevuto un corso di chemioterapia dopo il trapianto delle cellule staminali (n=26) e nel gruppo di controllo (n=30)


Giorni dopo il trapianto
Ricupero della quantità totale dei leucociti e neutrofili dai malati ematologici con una grave neutropenia dopo la chemioterapia (n=16)


Giorni dopo il trapianto
Indici del sangue periferico dai malati di cancro del collo uterino dopo la terapia cellulare (n=23)
| Indici |
In. St. |
Primo del trapianto |
Giorni dopo il trapianto |
| 3 |
7 |
11 |
15 |
30 |
| Eritrociti, *1012/l |
M m p |
3.60 0.11
|
3.54 0.19
|
3.59 0.16
|
3.62 0.17
|
4.05 0.21
|
3.89 0.19
|
| Emoglobina, G/l |
M m p |
111.4 6.0
|
106.3 5.25
|
109.9 5.08
|
111.5 4.79
|
115.8 4.53
|
120.7 4.33
|
| Leucociti, *109/l |
M m p |
2.66 0.29
|
3.14
0.53 |
3.83 0.49 <0.05 |
3.53 0.52
|
3.36 0.28 <0.05 |
3.55 0.24 <0.01 |
| Nucleobacillari, % |
M m p |
6.29 1.38
|
5.14 1.03
|
4.93 0.55
|
5.50 1.29
|
5.79 1.35
|
5.38 1.02
|
| Nucleobacillari, G/l |
M m p |
180.9 34.1
|
154.6 41.6
|
190.7 30.3
|
269.0 115.3
|
198.4 46.3
|
199.8 44.8
|
| Segementati, % |
M m p |
54.3 2.56
|
58.6 2.73
|
58.7 2.38
|
64.1 2.57 <0.01 |
63.1 1.90 <0.005 |
64.7 2.54 <0.005 |
| Segmentati, *109/l |
M m p |
1.48 0.20
|
1.84 0.31
|
2.29 0.33 <0.05 |
2.24 2.98 <0.05 |
2.04 0.16 <0.05 |
2.18 0.08 <0.05 |
| Linfociti, % |
M m p |
20.6 2.06
|
20.9 2.31
|
23.1 1.80
|
17.2 1.62
|
18.6 1.95
|
15.7 1.93
|
| Linfociti, *109/l |
M m p |
0.55 0.07
|
0.75 0.22
|
0.89 0.18
|
0.59 0.09
|
0.63 0.10
|
0.48 0.06
|
| Monociti, % |
M m p |
8.21 0.86
|
9.29 1.15
|
9.64 1.04
|
8.50 1.47
|
7.14 1.03
|
8.23 1.27
|
| Monociti, *109/l |
M m p |
0.21 0.02
|
0.27 0.04
|
0.34 0.04 0.05 |
0.32 0.08
|
0.23 0.03
|
0.27 0.05
|
Indici immunologici dai malati di cancro del collo uterino dopo il trapianto delle cellule staminali
| Indici immunologici |
Prima del TCSE |
2 settimade dopo il TCSE |
Dopo la radioterapia |
| n=7 |
n=7 |
n=7 |
| M |
m |
M |
m |
M |
m |
| Leucociti, *109/l |
2.90 |
0.14 |
3.91 |
0.38 |
3.54 |
0.40 |
| Linfociti, % |
16.00 |
4.62 |
16.71 |
2.13 |
20.14 |
3.84 |
| B-linfociti, (CD19+), % |
13.96 |
1.64 |
10.21 |
1.33 |
11.00 |
0.63 |
| B-linfociti/ mm3 |
66.34 |
23.74 |
68.02 |
15.5 |
70.76 |
8.75 |
| T-linfociti, (CD3+), % |
38.42 |
7.87 |
39.71 |
5.13 |
50.71 |
3.97 |
| T-linfociti/ mm3 |
168.98 |
67.03 |
254.90 |
58.9 |
332.62 |
54.16 |
| T-helpers (CD4+), % |
25.46 |
5.76 |
27.14 |
3.62 |
33.59 |
2.40 |
| T-helpers, mm3 |
112.11 |
47.36 |
177.90 |
44.9 |
220.12 |
34.76 |
| T-suppressori (CD8+), % |
12.31 |
2.66 |
15.08 |
1.56 |
18.86 |
2.01 |
| T-suppressori, mm3 |
59.85 |
26.95 |
95.65 |
17.9 |
121.17 |
18.50 |
| NK (CD16+), % |
17.30 |
2.63 |
21.94 |
6.04 |
15.56 |
1.90 |
| NK (CD16+), per mm3 |
84.55 |
32.98 |
129.87 |
34.3 |
95.01 |
8.79 |
| CD4+/CD8+ |
2.03 |
0.36 |
1.70 |
0.11 |
1.77 |
0.09 |
Effetto del trapianto delle cellule staminali embrionali in caso di carcinoma sperimentale di Lewis (LC) dai topi .
| Stati |
Massa del tumore, g |
Quantità di metastasi |
Volume delle metastasi, mm3, mm3 |
| LC, Controllo (n=10) |
4.2±0.4 |
4.5±0.3 |
3.7±0.5 |
| LC + TCSE (n=11) |
4.2±0.2 |
1.2±0.2 |
1.1±0.4 |
| In caso di immunosuppressione |
| LC, Controllo |
6.9±0.3 |
12.5±1.6 |
14.6±4.4 |
| LC + ciclofosfano |
5.6±0.3 |
60.4±3.1 |
123.4±24.6 |
| LC + ciclofosfano+ TCSE |
6.2±0.5 |
29.4±5.2 |
53.8±17.6 |
| In caso di irradiazione (4 Gr) |
| LC, Controllo |
1.0±0.5 |
1.1±0.3 |
6.5±3.1 |
| LC + irradiazione |
2.9±0.5 |
2.2±0.3 |
2.8±0.9 |
| LC + irradiazione+ TCSE |
1.7±0.5 |
0.6±0.4 |
0.1±0.0 |
Cambiamenti psicofisiologici dai malati di cancro dopo il trapianto delle cellule staminali embrionali
Nella maggior parte dei casi, dopo il trapianto delle cellule staminali si registrano cambiamenti considerevoli nell’attività volitiva, intellettuale e fisica dei malati, il ché si manifesta nell’apparizione della forza interiore e nella sparizione della tendenza alla depressione.
Sono stati analizzati 75 casi clinici: malattia citostatica (50), senza segni di malattia citostatica (25). È stata eseguita la valutazione dei disturbi fisici, dei sintomi depressivi, dei cambiamenti emozionali, dei cambiamenti nel pensiero, nella memoria e nell’intelletto.
|
Prima TCSE |
Prime 6-12 ore |
1-3 giorni |
5-10 giorni |
3-6 sett. |
3-6 mesi |
| Stato d’animo |
| depressione |
+++ |
- |
- |
- |
- |
+ |
| equilibrio, ottimismo |
- |
+ |
+ |
+ |
++ |
++ |
| disperazione |
+++ |
- |
- |
- |
+ |
+ |
| tranquillità, speranza |
- |
- |
+ |
+ |
++ |
++ |
| Sfera emotiva |
| autocoscienza |
- |
+ |
++ |
+ |
++ |
++ |
| attività |
- |
++ |
+ |
++ |
++ |
++ |
| agitazione |
++ |
+ |
+ |
- |
- |
+ |
| stabilità della disposizione d’animo |
- |
+ |
+ |
++ |
++ |
++ |
| Capacità intellettuali |
| attenzione (volume e concentrazione) |
+ |
++ |
+++ |
+ |
++ |
++ |
| miglioramento del processo di pensiero, della memoria, delle capacità creative, abbassamento delle manifestazioni della demenza senile |
+ |
+ |
++ |
++ |
+++ |
+++ |
| miglioramento del contatto con i medici e le altre persone |
+ |
++ |
++ |
++ |
++ |
++ |
| miglioramento della qualità del sonno |
- |
+ |
++ |
++ |
++ |
+ |
| energia sessuale |
- |
- |
+ |
++ |
+ |
+ |
I cambiamenti nello stato del paziente cominciano poche ore dopo la terapia cellulare: prima migliora l’umore, si sviluppa la forza della volontà, si stabilizza lo stato psichico, poi appaiono i cambiamenti positivi nella sfera emozionale ed intellettuale, più tardi (alcuni giorni dopo) segue il miglioramento delle funzioni interne dell’organismo e dell’omeostasi, ed alcune settimane dopo si osserva un miglioramento evidente dello stato fisico. Gli effetti durano più mesi. Dai malati, il cui stato è considerato molto grave, vengono osservati solamente alcuni di questi effetti.
Il grado di espressione dei miglioramenti dipende dalla gravità dello stato del malato prima del trapianto delle cellule staminali embrionali. Gli indici di efficacia del trattamento di tutti i pazienti (persone sane, pazienti con le malattie di vari gradi di gravità e pazienti in fase terminale della malattia) sono caratterizzati con la curva invertita in forma di U. In caso di malattie oncologiche (secondo la curva) l’effetto del trapianto delle cellule staminali embrionali può essere dal massimo al moderato (in fase terminale).
I cambiamenti psicofisiologici positivi che si registrano dalla maggior parte dei pazienti con il decorso grave della malattia (apatia, fobia, depressione, indebolimento generale, insonnia), li aiutano a superare le difficoltà.

Il miglioramento dello stato psicofisiologico è un fattore essenziale della qualità della vita, particolarmente in caso delle malattie incurabili e in fasi terminali delle malattie |